Asili nido


INTRODUZIONE STORICA
I primi servizi per l’infanzia nacquero alla fine del XIX secolo, in risposta all’emergere di due diversi tipi di bisogni: quello della custodia, dei bambini delle lavoratrici e quello della formazione precoce di abitudini e atteggiamenti adeguati alle nuove esigenze di una società che stava non solo urbanizzandosi e industrializzandosi, ma anche “diventando una nazione”.
Per lungo tempo all’affidamento dei bambini sotto i 3 anni è stato attribuito uno status socio-assistenziale, senza riconoscere loro alcuna finalità educativa.
L’aumento dell’occupazione femminile, l’esistenza di un movimento femminista molto attivo e lo sviluppo di una cultura dell’infanzia attenta ai bisogni relazionali ed educativi fin dai primi anni di vita, diedero luogo ad una riflessione sul ruolo e l’organizzazione dei nidi che sfociò, in termini pratici, nella legge n. 1044 (sugli asili nido), collegata alla legge n. 1204 (sulle lavoratrici madri) entrambe del 1971.
Nei decenni precedenti, i nidi erano stati in gran parte finanziati dai datori di lavoro di aziende che occupavano più di trenta lavoratrici coniugate, mentre con la legge del 1971 se ne stabilì il finanziamento attraverso uno speciale fondo pubblico.
Nel corso degli anni Settanta, nel periodo di massimo sviluppo del welfare state e di una più ampia affermazione e diffusione di tutta una serie di nuovi diritti sociali, molti enti locali ridefinirono gli asili nido come servizi aventi finalità educative e non più solo socio-assistenziali, facilitando nel contempo l’accesso al servizio e migliorando la preparazione professionale del personale.

IL NIDO: UN CONTESTO EDUCATIVO
E' un servizio socio-educativo che favorisce la crescita, il benessere, l'autonomia e lo sviluppo del bambino soddisfando i suoi bisogni nel rispetto dei tempi di crescita nei primi tre anni di vita. E' inoltre un luogo di socializzazione, di relazione e di promozione della cultura dei diritti dell’infanzia.
  
LE FINALITA'
  • Offrire alle famiglie l’opportunità di usufruire di un servizio per i bambini da tre a trentasei mesi che garantisca la cura, l’assistenza e l’educazione dei piccoli attraverso personale qualificato.
  • Promuovere una stretta collaborazione con i genitori degli utenti sia sul piano propositivo, attraverso le rappresentanze previste nel Comitato Gestione, sia attraverso incontri periodici con il personale educatore, all’interno del nido, che mirino a fornire informazioni e formazione anche con l’ausilio di esperti nel settore della pediatria e della psico-pedagogia.
  • Interagire attraverso tutta una rete di rapporti, con il territorio (ULSS e Circoli Didattici) allo scopo di promuovere una radicale funzionalità dei servizi e un’integrazione e continuità di intervento.

OBIETTIVI

OBIETTIVI PSICOLOGICI:
  • Favorire un armonico sviluppo psicofisico del bambino, garantendo la cura, l’assistenza e l’educazione proprie della fascia di età di appartenenza.
  • Educare all’autonomia attraverso la graduale conquista della deambulazione, del controllo sfinterico e della capacità di alimentarsi autonomamente.
  • Favorire il graduale superamento della fase egocentrica mediante la socializzazione nel piccolo gruppo, man mano che il linguaggio si va strutturando.
OBIETTIVI SOCIALI:
  • Acquisire gradualmente le nozioni di tempo (attraverso i ritmi sonno/veglia e i ritmi del pasto) e di spazio (attraverso la sperimentazione degli spazi della sezione di appartenenza e gli interspazi, ossia gli spazi comuni).
  • Promuovere, attraverso l’accesso libero ai giochi e ai materiali, l’incontro e lo scambio fra bambini di età diversa.
OBIETTIVI PEDAGOGICI:
  • Avviare percorsi educativi specifici, differenziati per sezione e che mirino a promuovere nei bambini lo sviluppo di abilità sensoriali, motorie e di prima simbolizzazione.
  • Promuovere e stimolare la creatività e la curiosità del bambino attraverso la ricerca, la selezione e la cura dei materiali educativi strutturati e non strutturati.
  • Applicare la modalità operativa dell’osservazione nella pratica quotidiana del fare e del pensare educativo.

LA STRUTTURA DELL'ASILO NIDO
Lo spazio  e gli oggetti in esso contenuti e il modo in cui si organizza sono parte integrante e fondamentale nel processo di formazione del bambino. Le intenzioni educative si sostanziano in scelte concrete che individuano nel contesto ambientale, fisico e sociale, un suggeritore di azioni, pensieri, interpretazioni ed emozioni. Tali presuposti si traducono concretamente in spazi:
- Funzionalmente definiti, coordinati e integrati tra loro;
- Flessibili e adattabili;
- Riconoscibili e comprensibili;
- Di dimensioni variabili in relazione al numero di bambini, alla tipologia di attività da svolgere, alla modalità d'accesso, alla modalità di comportamento;
- Esteticamente curati;
- Capaci di svolgere anche una funzione narrativa;
- Articolati in una pluralità di zone collocate strategicamente;
- Dotati di una ricchezza di materiali e di oggetti;
- Attenti a promuovere e a facilitare l'incontro tra tutti i soggetti in esso presenti.

 Gli spazi presenti sono:
- L'ingresso: primo luogo di accoglienza, di contatto e conoscenza dell'identità del servizio per il bambino e per gli adulti che lo accompagnano.
- Zone di collegamento e di passaggio: le "terre di nessuno", luoghi apparentemente neutri di cui si sottovaluta la valenza educativa, corridoi e scale appaiono generalmente meno curati degli ambienti di soggiorno dei bambini.
- I luoghi dell'esperienza e del gioco: per favorire lo sviluppo psico-fisico armonico ed equilibrato del bambino.
- Gli spazi per i piccolissimi:destinati ai bambini di età compresa tra i 3-12 mesi in quanto necessitano di tranquillità e di intimità.
- Gli spazi dei piccoli, poiché il secondo anno di vita si caratterizza per il raggiungimento di un certo controllo e coordinamento del movimento e delle strategie senso-percettive, delle prime autonome funzioni fisiologiche. nel gioco appaiono i primi tentativi di collaborazione e di imitazione reciproca accompagnati e supportati da una comunicazione prevalentemente gestuale più che verbale.
- Gli spazi per i grandi per la crescente autonomia e la maggior capacità relazionale data dalle conquiste nella comunicazione verbale che orientano i bambini verso giochi e scambi in piccoli gruppo, la cui durata di aggregazione è ancora molto breve. l'ambiente si organizza nel maggior numero di angoli possibili fortemente connotati e resi accessibili ai bambini.
- Zone del pasto e della merenda poiché sono momenti carichi di significato emotivo ed affettivo che si differenzia per la conquista di sempre più adeguate possibilità posturali. 
- Stanza del riposo: il riposo è un momento delicato. per il bambino abbandonarsi al sonno significa perdere il contatto con la realtà, separarsi temporaneamente dalle figure e dagli oggetti familiari. l'ambiente circostante è fondamentale affinché ciò avvenga in modo sereno.
- Il bagno: spazio fondamentale per l'igiene e la cura dei bambini.
- Centri di attività,cioè laboratori o angoli tematici per favorire la partecipazione ad una pluralità di esperienze: esplorazione, ricerca, ideazione, costruzione e produzione di prodotti.
- Ambiente esterno costituito da aree di gioco strutturato per lo sviluppo di abilità motorie, il gioco simbolico e la dimensione dell'avventura. Il gioco all'aperto consente un'ulteriore opportunità di interazione e occasione di contatto diretto con la natura

UNA GIORNATA TIPO
Per un bambino la routine è importante, perché infonde sicurezza e fiducia.I ritmi quotidiani e le piccole abitudini aiutano i bambini a soddisfare i bisogni primari e a instaurare relazioni significative con gli adulti.È dalla ripetitività dei rituali, infatti, che nasce il ricordo, l‘impressione della memoria, la previsione di quello che sta per accadere e, quindi, il senso di sicurezza, prezioso per crescere.
La routine scandisce in modo naturale e ordinato il passaggio da una fase all’altra della giornata e i diversi momenti della vita.
I momenti tipici sono:
- l’accoglienza e l’inserimento del bambino:È il primo momento della giornata. È necessario dedicare particolare attenzione ai rituali del distacco dai genitori, il quale deve essere il più sereno e tranquillo possibile.
- lo spuntino.
- l’attività strutturata: L’attività strutturata è la proposta ludica, studiata e programmata, che offre uno spazio in cui il bambino può conoscere, sperimentare ed esplorare materiali differenti. L’obiettivo è fare esperienze diverse da quelle che potrebbe compiere nell’ambito familiare e dare così un significativo valore aggiunto all’asilo nido. L’attività strutturata si esplica attraverso il gioco, il modo più naturale per i bambini di comprendere come funzionano il mondo e la realtà: che cosa si può fare e cosa non è possibile fare con determinati oggetti e perchè. Il gioco con i compagni, invece, insegna l’esistenza delle leggi del caso e della probabilità e, soprattutto, trasmette la consapevolezza di regole di comportamento che è necessario rispettare per divertirsi tutti insieme.
Nel gioco strutturato si propongono le diverse attività con obiettivi specifici, per esempio stimolare lo sviluppo di costruzioni logiche e astratte e potenziare le caratteristiche individuali del bambino. Ogni gioco è svolto con particolare attenzione alla socializzazione con i coetanei. I percorsi proposti valorizzano le fasi di crescita del bambino, sono pensati per sollecitare l’autonomia e il protagonismo ed esaltano le azioni legate allo sviluppo psichico e intellettuale. La pittura e il disegno, le costruzioni, gli incastri, i collage, la manipolazione, il gioco euristico, le attività di travasare e riempire, vestirsi e travestirsi, sfilare e infilare sono solo alcuni esempi delle molteplici potenzialità esplorate con i nostri bambini.
 - il momento del cambio:che si ripete più volte nell’arco della giornata: Il cambio non è, come spesso si crede, un onere da sbrigare in tutta fretta: ha, invece, un grande valore simbolico. Il bambino instaura una relazione di accettazione e intimità con l’adulto e impara la cura del proprio corpo e l’importanza dell’igiene. Il bambino impara a compiere diversi movimenti che, nel tempo, facilitano l‘acquisizione di autonomia e, quindi, della sicurezza di sè. È un processo di apprendimento più complesso di quanto di possa immaginare  Al nido il bambino svolge in prima persona svariate attività che prevedono un suo grande e diretto coinvolgimento: si consiglia, quindi, di preferire vestiti pratici che si possano sporcare.
- Il pranzo: Si mangia! Il pasto, ben identificato dall’universale espressione pappa!, merita di essere valorizzato. Non si tratta, infatti, soltanto della gratificazione di un bisogno fisico (la fame), ma diventa un momento educativo che favorisce lo sviluppo affettivo, cognitivo e sociale. La condivisione, l’interesse per il cibo, le chiacchiere stimolano e trasmettono in modo immediato e spontaneo il piacere di stare insieme. A poco a poco, in modo graduale e rispettoso dei suoi ritmi, il bambino impara a mangiare e bere da solo, a stare seduto a tavola, a non far cadere il piatto e il bicchiere, a usare correttamente le posate.
- La nanna: Dopo il pranzo, tutti a nanna: il riposo pomeridiano è indispensabile, nei più piccoli, per ricaricare le energie. Anche nella preparazione del sonno ci sono diverse abilità da imparare: se per i più grandi significa fare da soli il lettino (attività richiesta alla scuola materna), per tutti è imprescindibile la capacità di rilassarsi. Ecco perché l’ambiente viene trasformato: le tende tirate creano la luce soffusa ideale, il sottofondo musicale, con i rasserenanti rumori della natura, infonde calma e tranquillità e gli oggetti transizionali (giochi e oggetti a cui il bambino assegna il valore simbolico dei legami affettivi con la famiglia) completano l’opera
- La merenda.
- Le attività non strutturate:Al risveglio, la merenda tutti insieme e il cambio individuale preparano i piccoli alla cosiddetta attività non strutturata. Il gioco libero ha un valore profondo e insostituibile nello sviluppo di un bambino. Attraverso questo prezioso strumento il piccolo riesce ad affrontare i limiti, le paure e le difficoltà, esorcizza e neutralizza i sentimenti negativi e le sensazioni sgradevoli, impara a superare gli ostacoli che nella sua percezione appaiono insormontabili. Scegliere il tipo di gioco, decidere se giocare da solo o in compagnia, coinvolgere l’adulto o lasciarlo fuori dallo spazio ludico sono momenti in cui il bambino esprime se stesso e, nel naturale rispetto dei propri ritmi, passo dopo passo rivive (tramite i personaggi del gioco) e risolve situazioni complesse.
In questo senso, per lasciare la massima libertà di movimento ai piccoli, vengono creati luoghi differenziati: l’angolo delle costruzioni, della cucina, della lettura e così via, che i bambini scelgono in modo semplice e autonomo.
Il gioco libero favorisce lo sviluppo fisico e motorio, perché all’interno del nido il piccolo può esplorare senza paura ciò che lo circonda e può sperimentare la conoscenza del proprio corpo, la creatività, la fantasia e la capacità di relazione con i coetanei.
- Il saluto del bambino e il ricongiungimento con i genitori.
 
L'ASILO NIDO SI RIVOLGE:
  • Agli Utenti: i bambini d’età compresa tra i 0-3 anni, senza distinzione di sesso, razza, etnia, lingua, religione, condizioni psicofisiche e socioeconomiche.
  • Ai Destinatari: i genitori dei bambini utenti, o chi, a qualsiasi titolo, ne abbia il loro affidamento.

DOVE E' SITUATO

I servizi elencati di seguito hanno sede nella Città di Rovigo.
 
1. ASILI NIDO PUBBLICI
Sono stati formalmente istituiti con la legge 1044/71 e sono stati modello per tutti gli altri servizi complementari. Rimangono in funzione l'intera giornata ed sono i più richiesti dalle famiglie. Per sapere e conoscere tutte le informazioni e le modalità di accesso, cliccate il seguente link.
 
I nidi pubblici presenti nella città sono: 
- Sant'Antonio( nido integrato)
   Via Maria Montessori, 4 Rovigo
   Tel. 0425 412488

- Bramante
  Via bramante,17 Rovigo
  Tel. 0425 34073-0425 361443

- Buonarrotti
  Via Buonarotti,12Rovigo  
  Tel. 0425 30695  
2. ASILI NIDO PRIVATI
Generalmente sono più costosi degli asili nido pubblici e si rivolge, in diversi casi, ad un'utenza in grado di corrispondere una retta di norma più alta. Una caratteristica determinante è l'ampia flessibilità e disponibilità rispetto al corrispondente servizio pubblico. 
 
In città i nidi privati sono:
- Girotondo-Arcobaleno ( centro infanzia)
  Via Jacopone da Todi, 18
   Rovigo Tel. 042528120

- Elisa Merlin ( nido integrato) 
  Via della resistenza, 1 Rovigo 
   Tel. 0425 2413

- Giacomo Sichirollo (centro infanzia) 
  Via Sacro Cuore, 37 Rovigo 
  Tel. 0425 21009

- San Pio X ( nido integrato)
  Via Campo Gaspare, 18 Rovigo
  Tel. 0425 35380 
 
 3. NIDI AZIENDALI
Gli asili aziendali  vedono l'impegno di una o più aziende consorziate per la realizzazione di un servizio in grado di ospitare figli di dipendenti. Lo scopo è di conciliare le esigenze e gli impegni professionali dei genitori con il diritto alla socializzazione e all'apprendimento dei bambini. L'asilo nido aziendale si caratterizza per la flessibilità in relazione ai turni di lavoro dei genitori. Il nido aziendale riserva, dunque, una determinata quota di posti ai figli dei dipendenti dell'azienda, mentr,e la restante è aperta all'utenza del quartiere in cui è collocato oppure è affidata al comune.

- Asilo nido aziendale “Nuvola blu
situato presso l’ospedale Civile “Santa Maria della  Misericordia”Ulss 18 
Viale Tre Martiri, 140, ROVIGO 
Tel. 0425 394527 - 349 28 63071 
 
4. NIDO FAMIGLIA
Il Nido in Famiglia è una unità d’offerta gestita da persone professionalmente preparate, che accudiscono ed educano, presso l’abitazione, più bambini di altri e assicurano loro cure familiari, inclusi i pasti e la nanna, secondo criteri e modi di intervento consapevoli dei fini sociali ed educativi.

- Nido Famiglia "La casa dei puffi 
 Viale Porta Adige, 137 Rovigo,
 Cell. 328 7407846 
 
FONTI: Le informazioni presenti in questa pagina sono state tratte da:

Nessun commento:

Posta un commento